venerdì 2 giugno 2017

Cinta Vidal: visioni di post modernità ed hi-gorà

Sono incuriosito dai lavori di Cinta Vidal.
Per questo motivo li ho visionati, e per questa stessa ragione li propongo in questo articolo.




Desidero presentarvi l'artista con una breve introduzione tratta e tradotta dal sito ufficiale, attraverso la quale l'artista stessa si presenta.

"Mi chiamo Cinta Vidal Agulló. Sono stata una disegnatrice sin da quando ero ragazza. Ho studiato presso l'Escola Massana a Barcellona, e quando avevo 16 anni ho iniziato a lavorare come apprendista presso Taller de Escenografia di Castells Planas a St. Agnès de Malanyanes dove ho imparato da Josep e Jordi Castells ad amare la scenografia e lo sfondo commerciale. Per quanto riguarda l'illustrazione, non ho mai smesso di sperimentare. Ho lavorato come freelance per vari clienti e gradualmente mi sono diretta verso il mondo della pittura e creando quello che considero il mio lavoro."


I suoi lavori raccontano e manifestano sospensione, mancanza di una immediata struttura di senso, mostrano visioni di luoghi di disagio, scomodi, so-e-sub-versati, una sovrapposizione massificata di significati, il collassare in una singola bizzarra struttura rigida di tante pluralità. Mi pare possa rappresentare visivamente la complessità di questi tempi attuali spesso etichettati con la parola "post-modernità". 


Al contempo l'artista, manifestando sé stessa ed il suo sentire cosa fa? Fa arte.
Così, io penso, che l'arte sia un modo molto interessante per tornare in contatto, per ritrovare concretezza ed umanità, per dare un significato alle hi-gorà con le quali è bene che ci confrontiamo con coscienza e attenzione. Direi anche con bellezza, leggendo prospettive che consentano di guardare il mondo da nuovi punti di vista.

Vi propongo alcuni lavori che considero belli e significativi.


  








Cinta Vidal Agulló
In un mondo in cui dovremmo lavorare e giocare duro, spesso è difficile fare un passo indietro e mettere le cose in prospettiva.
Il mio lavoro nel laboratorio scenografico mi ha influenzato molto. La scenografia è un lavoro che si concentra più sugli spazi che sulle persone. Inoltre gioca con luce e prospettiva per creare ambienti abitabili. Ho inconsciamente ereditato tutti questi elementi e credo che questo possa essere visto nei miei dipinti, dove il ruolo principale è giocato dagli spazi piuttosto che dai singoli individui che li abitano.
Ho sempre portato un notebook con me e sto continuamente a disegnare. Alcuni anni fa ho iniziato a giocare con la gravità per rappresentare i diversi punti di vista che tutti abbiamo. Viviamo spesso vicini, ma abbiamo una percezione molto diversa del nostro ambiente. Questo è ciò che cerco di rappresentare.
Mi piace dare valore a tutto ciò che è collegato alla vita quotidiana. Penso che spesso non diamo il valore che ha veramente. Tutti viviamo la nostra routine in un modo diverso, per questo cerco di creare scene diverse da diverse prospettive. L'idea di essere fisicamente vicino ma mentalmente lontano mi ha sempre interessata, e non la considero una situazione straordinaria, ma piuttosto qualcosa che sta accadendo costantemente nella nostra vita quotidiana.
La mia famiglia ha sempre avuto gatti e ora ho due persone che vivono con me. Sono affascinata dalla loro eleganza e dal loro atteggiamento attento. Mi piace rendere visiva la loro presenza, ecco perché appaiono nei miei dipinti, come osservatori privilegiati e misteriosi.






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