domenica 10 dicembre 2017

Il concetto è: LAVATELA!

Sofismi? Complicati giri di parole? Metafore?
Il concetto è banalmente semplice e punta a vendere un prodotto, così che il claim, migliore ed in linea con l'azienda e la sua linea comunicativa, penso possa essere un adatto e rappresentativo LAVATELA. Un imperativo, una singola parola, personale e diretta, individuale, responsabilizzate, con un forte richiamo: lavatela!.
Lactacyd è l'azienda su cui sto ponendo la mia attenzione. Offre una linea di detergenti e salviettine intime, specifica per l’igiene intima femminile. Per intima si intende che riguarda gli organi genitali femminili: il loro target sono le donne.
Come decide di comunicare una azienda di detergenti intimi con le sue potenziali clienti?

La pagina Facebook dell'azienda, nel suo storico, è piuttosto scadente, la comunicazione è di qualità ridotta, ed il numero dei contatti - specialmente data la natura del prodotto e gli investimenti sul brand - è estremamente esiguo: nel momento in cui scrivo gli utenti presenti sulla pagina sono appena 92.000.
La quasi totalità dei post proposti sono radi, con lunghi periodi di totale "silenzio", i contenuti non eccessivamente interessanti, vaghi. 
Tuttavia, dall'Aprile 2016 il modo di comunicare dell'azienda cambia. Rimane bassa l'intensità ma cambia lo stile.


Hanno deciso di passare dal rendere protagonisti i prodotti al porre al centro dell'attenzione l'organo sessuale femminile per eccellenza. Hanno deciso di puntare palesemente su un mix di ironia-volgarità-eleganza grafica, con richiami diretti e chiari alla figa. Usano rappresentazione, simulacro, icona, ed immagini dal fortissimo senso evocativo. La chiamano ironia.
Il messaggio non esplicitato rimane "lavatela", la parola non utilizzata rimane "figa".
Ecco la dicotomia.
La pubblicità sceglie d'essere sessualizzata, ma preferisce rimanere lessicalmente bigotta; mostra, espone, incita, richiama, rende esplicito, ma non usa le parole esatte.



Palesa una pudicità nell'uso verbale più che di immagine. Mi pare una sintesi d'un contesto più ampio. Non è difficile vedere un culo in qualsiasi film, telefilm, in qualsiasi orario, su qualsiasi canale televisivo tradizionale o web. Più difficile, direi assai raro, è sentire usare la parola "culo". Ci prendono in giro? Ci prendono per il culo? Allo stesso modo l'esposizione di una figa è frequente, mentre l'uso della parola assai più raro.
La direzione che ha preso la comunicazione attuale non mi da piena soddisfazione: si può fare di meglio.

Mi interessa molto la parte testuale. Le parole mutano il senso percettivo, determinandone ampiamente il senso. Il claim che è stato scelto per questa campagna ricorre a caratteri tutti in maiuscolo con il seguente contenuto: "CELEBRA LA TUA FEMMINILITÀ CON LACTACYD".


La comunicazione di parola fa riferimento alla femminilità, mentre espongono figa. Così trovo interessante il binomio figa visiva e femminilità di parola
Da maschio della specie apprendo da questa linea comunicativa che, secondo Lactacyd, dovrei costruire una connessione per corrispondenza tra femminilità e figa, il che è un concetto interessante provenendo da una azienda il cui target sono donne. Tengo per me le considerazioni che sto elaborando.


Vi mostro, invece, il modo in cui l'azienda ha deciso di comunicare attraverso la sua pagina, affinché ciascuno possa avere la propria idea su comunicazione, immagine e parola.




  

Nelle successive due immagini ho reso visibili i testi, poiché mi sembrano particolarmente degni di nota.






Anche il sito web merita qualche interessante considerazione che non mi concedo per mera questione di disponibilità di tempo.
Non vi lesino però la parte visiva affinché possa suscitare l'interesse di chi legge e guarda.











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